Hard Fork di criptovalute, cosa sono e come avvengono

Nel mondo delle criptovalute si sente spesso parlare di hard fork, un termine che i programmatori web conoscono bene.

In questa guida ti spiegheremo che cosa sono gli hard fork, come avvengono e quali opportunità nascano per gli investitori dal momento in cui un progetto decentralizzato va incontro a questo tipo di evento.

Considereremo anche le differenze con i soft fork, eventi che per via della loro natura meno importante sono anche meno discussi all’interno della community delle crypto.

Cos’è un hard fork

Un hard fork, in generale, nasce quando una parte degli sviluppatori di un progetto informatico si separa dal progetto principale, a causa di divergenze interne o di punti di vista differenti su come andrebbe sviluppato lo stesso progetto, creando di fatto un nuovo progetto parallelo che avrà una sorte indipendente da quello principale.

Un esempio è Litecoin, nato inizialmente come hard fork di una parte degli sviluppatori di Bitcoin che non condividevano con il resto della community il loro punto di vista sulla velocità delle transazioni, il modello di verifica dei nuovi blocchi e il modo di garantire privacy agli utenti.

Gli hard fork nel mondo delle criptovalute

criptovalute hard fork e soft fork

Gli hard fork delle criptovalute si possono immaginare come un bivio nella blockchain

Di fatto le criptovalute non sono le uniche a poter andare incontro ad un hard fork, ma all’interno di questo universo economico le spaccature tra sviluppatori di un progetto portano con sé delle conseguenze notevoli anche per tutti gli investitori.

Esistono due modi per condurre un hard fork nel mondo crypto:

  • Gli sviluppatori possono allontanarsi dal progetto mantenendo soltanto alcune  idee in comune, ma scegliendo di fondare un’altra realtà che non condivide nulla se non una parte di codice con il progetto iniziale.
  • In altri casi, i developers preferiscono mantenere tutta la blockchain del progetto principale fino al punto dell’hard fork, determinando soltanto uno sdoppiamento della catena di blocchi principale su due binari: uno quello che proseguirà come avveniva in precedenza, uno che sarà soggetto alle novità portate dagli sviluppatori che hanno deciso di allontanarsi.

Per chi crea l’hard fork, normalmente non ci sono differenze tra questi due modelli. Per gli investitori, invece, la differenza è notevole:

  • Nel caso in cui il progetto di hard fork preveda il lancio di una blockchain completamente nuova, solitamente c’è una fase iniziale di ICO a cui chiunque può aderire se lo desidera. Il fatto è che per aderire bisognerà inviare le criptovalute attualmente possedute per ricevere in cambio i nuovi token nati in seno al progetto di hard fork.
  • Nel caso in cui la blockchain precedente venga mantenuta, solitamente i fondatori del nuovo ramo della catena regalano a tutti i possessori dei precedenti token delle monete nuove. Ad esempio, i fondatori di Bitcoin Cash fecero un hard fork di Bitcoin regalando le monete. A tutti i possessori di Bitcoin fu donato 1 BCH per ogni BTC posseduto, senza dover fare nulla né versare volontariamente del denaro.

Perché avvengono: tra tecnologia e business

Durante i primi anni delle criptovalute, quando in questo tipo di sistema finanziario i soldi erano ancora pochi, tutti gli hard fork avvenivano perché una parte degli sviluppatori era veramente convinta di poter fare meglio seguendo una propria strada, offrendo un miglior servizio a tutti coloro che avrebbero aderito al progetto.

In questi primi passi del mondo crypto, gli hard fork sono stati un motore di innovazione che ha portato alla nascita di nuove vedute, nuovi protocolli di conferma, nuovi modi per gestire le transazioni e ordinare la blockchain.

Con il passare degli anni, lo sappiamo bene, tutti sono venuti a conoscenza dei fenomeni legati al mondo delle criptovalute ed in molti hanno deciso di investire.

Da un mondo di sviluppatori informatici interessati a cambiare il modo in cui il mondo è dominato da relativamente poche istituzioni finanziarie, siamo passati ad una fase speculativa simile ad una corsa all’oro dei giorni nostri.

In questa fase, gli hard fork hanno iniziato a rappresentare un modo per fare soldi sfruttando il nome delle criptovalute maggiori.

Prendiamo come esempi Bitcoin Gold, Bitcoin Classic, Ethereum Classic e tutti gli altri progetti di hard fork che nei primi mesi hanno riscosso un buon successo e poco dopo sono falliti miseramente: tutti avevano un unico denominatore, ovvero quello di non portare niente di nuovo all’interno della community.

Dal momento in cui potevano mettere Bitcoin o Ethereum nel loro nome, hanno avuto successo perché sapevano di trovare terreno fertile tra gli investitori che cercavano nuove criptovalute con cui provare a fare il colpaccio.

Non a caso, dopo che la corsa all’oro si è fermata e c’è stato meno fermento economico nel mondo crypto, anche questi hard fork si sono ridotti notevolmente.

Hard fork come modello di sviluppo: il caso di Bitcoin Cash

Nel caso di Bitcoin Cash, gli sviluppatori sono stati forti della loro esperienza che nasce proprio da un fork della blockchain di Bitcoin.

Hanno compreso che aggiornare il codice con cui funzionano le criptovalute è molto difficile: dal momento in cui sono sistemi decentralizzati, non basta che i fondatori o gli sviluppatori siano a favore di un certo aggiornamento.

Per garantire una base democratica alla questione, il 50+1% dei nodi deve essere favorevole all’aggiornamento.

Dal momento in cui molti nodi non sono nemmeno attivi, ma semplici speculatori, mentre altri sono attivi ma non seguono le novità in arrivo dalla community, arrivare anche solo a far votare il 30% dei nodi è un’impresa.

Per questo, non rimane altro che puntare sulle biforcazioni forzate come modello di aggiornamento del codice con cui è operata una criptovaluta.

Ecco che l’hard fork può diventare un modo con cui il progetto si migliora dall’interno, non per speculazione o per litigi che causano il distacco di una realtà esterna.

Ogni sei mesi, la community di sviluppatori di Bitcoin Cash lancia una proposta di hard fork che deve essere votata a maggioranza dai nodi attivi, ma con schemi di voto che fanno sì di considerare la volontà di chi vota senza badare troppo a chi invece non sa di dover votare o non si ricorda di farlo.

In questo modo, la presa di decisione di compiere un hard fork è opera di chi davvero usa la criptovaluta.

Nel caso in cui l’esito della votazione fosse favorevole, la catena principale si biforca portando alla nascita di un nuovo ramo che adotta i miglioramenti elaborati nei sei mesi precedenti.

A tutti i possessori di BCH viene offerta la possibilità di ricevere i nuovi token e di operare nel sistema aggiornato.

hard fork bitcoin cash

Bitcoin Cash ha fatto degli hard fork un modo per mantenere aggiornato il suo codice

I soft fork di criptovalute

Oltre agli hard fork esistono, per quanto rari, dei soft fork. Questi si verificano in alcune situazioni in cui il codice di un progetto decentralizzato viene aggiornato, secondo la votazione di maggioranza, portando alla modifica degli schemi di funzionamento di una criptovaluta senza che sia necessario biforcare la blockchain o far nascere un nuovo tipo di token.

Questo modello prevede semplicemente che tutti scarichino una copia aggiornata dell’applicativo e che poi continuino ad operare con il codice aggiornato.

Non tutti scaricheranno l’applicativo aggiornato. Alcuni, magari tra i contrari che avevano votato contro l’aggiornamento, potrebbero non volerlo fare per scelta.

Nella maggior parte dei casi, però, quelli che non aggiornano il firmware sono coloro che avevano iniziato ad operare sulla blockchain di un certo progetto ma poi hanno perso interesse a farlo.

Questi nodi, non avendo un protocollo di consenso ritenuto valido dai nodi aggiornati della blockchain, non possono più verificare nuovi blocchi e di conseguenza rimangono ancorati ad una fase precedente della catena.

Nel momento in cui un blocco viene aggiornato, può ritornare ad essere operativo nella convalida delle transazioni.

Investire sugli hard fork, alcune considerazioni

Dal momento in cui ci sembra sempre importante concentrarci anche su chi intende investire, vogliamo specificare alcuni concetti da valutare prima di investire su qualsiasi biforcazione dell’universo delle criptovalute.

In generale, investire su un progetto che ha davvero potenziale e che può portare notevoli benefici agli utenti nel lungo termine ripaga chi ha creduto nell’acquisto dei token.

Al contrario, gli hard fork che avvengono esclusivamente in quanto strumento speculativo per i loro fondatori arricchiscono questi ultimi ma a farne le spese sono proprio coloro che investono.

Per questo, eccoti alcuni punti che ti possono essere d’aiuto per fare al meglio le tue valutazioni.

  • Quanto valore c’è nella biforcazione? Il cambiamento tecnologico per cui una parte degli sviluppatori ha deciso di abbandonare il progetto precedente è sostanzioso, oppure sembra che si tratti solo di una mossa speculativa?
  • Chi sono i fondatori dell’hard fork? Delle persone che precedentemente erano davvero attivamente coinvolte nello sviluppo del progetto precedente, oppure ricoprivano un ruolo marginale nella community dei developer?
  • Quali sono i loro piani per mantenere sostenibile nel lungo periodo la biforcazione? Leggi attentamente il whitepaper prima di investire per comprendere se ci siano delle prospettive serie di lungo periodo o se ti sembra che invece ci sia l’intenzione di abbandonare la nave da parte di chi adesso la sta costruendo.
  • Come viene effettuata la raccolta? Verrà creata una ICO vera e propria oppure i token saranno regalati ai possessori della criptovaluta precedente? Chi fa nascere da un hard fork una nuova ICO, solitamente, è interessato a capitalizzare e fare i propri interessi con il lancio dei nuovi token. Al contrario, chi li regala ad una community già esistente lo fa per essere sicuro di avere una base di utenti che li userà per fare delle transazioni e di conseguenza avere attivamente degli scambi che avvengono sulla blockchain.

Nel complesso è sempre molto difficile decidere su cosa investire quando si parla di criptovalute, ma sicuramente le difficoltà maggiori emergono proprio quando si parla di progetti che potrebbero essere nati da un semplice desiderio di capitalizzare nel breve termine.

I consigli della redazione

La nostra redazione non è solita investire in hard fork, per lo meno non nelle loro fasi iniziali.

Siamo concordi nel pensare che il rischio sia eccessivamente elevato, per cui lasciamo che i primi passi di una nuova blockchain o di un nuovo ramo di una blockchain preesistente siano mossi dai fondatori del progetto e dalle persone a loro vicine.

Soltanto quando vediamo del reale valore in quello che stanno costruendo, prendiamo in mano il whitepaper e leggendolo con attenzione decidiamo se sia o meno il caso di aderire anche noi a quel che sta avvenendo.

Per il resto, ti consigliamo di fare sempre riferimento alle valute listate dai migliori exchange (quello che noi usiamo di più è Coinbase) e di fare molta attenzione quando investi in un progetto che sta per nascere.

Se stai considerando l’idea di investire in qualche progetto nato da un hard fork, sei preoccupato per l’arrivo di un fork di una crypto in cui hai investito o c’è qualche chiarimento extra che ti piacerebbe avere, ricordati che in ogni momento puoi lasciare un commento qui sotto e ricevere l’aiuto della nostra redazione come quello degli altri lettori di Onsitus.