Principali criptovalute per capitalizzazione

principali criptovalute per capitalizzazione

Le 10 principali criptovalute spiegate

Il mondo delle criptovalute, nato con Bitcoin, è diventato ora un fenomeno estremamente ampio. Ogni giorno avvengono nuove ICO, che lanciano nuove crittomonete, molte di queste destinate a fallire nei primi giorni successivi al lancio.

Pochi progetti si dimostrano in grado di resistere alla prova del primo anno, ma quelle che lo fanno portano grande valore aggiunto agli investitori.

Vediamo quindi quali siano le migliori criptovalute, quelle più conosciute, quelle che hanno creato un’economia parallela a quella tradizionale e possono minacciare la supremazia del denaro stampato dalle Banche Centrali.

Ci sono numerosi progetti interessanti, anche nati da poco, nell’economia decentralizzata. Qui però ti presentiamo le dieci criptovalute più famose, messe in ordine in base alla loro capitalizzazione.

1. Bitcoin ($ 110 miliardi) – BTC

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Anno di nascita: 2009
Numero massimo minabile: 21 milioni di Bitcoin
Dimensione del blocco: 1 Mb
Tempo medio per aggiungere un blocco: 10 minuti
Protocollo di verifica: Proof-of-work

Bitcoin è la criptovaluta per distacco più capitalizzata e più discussa, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Lanciata da Satoshi Nakamoto, pseudonimo dietro il quale ancora oggi non sappiamo chi si possa celare, è stata la prima in assoluto e da quel momento ha cavalcato fino ad oggi un’onda mediatica particolare proprio in nome del suo pionierismo.

Per quanto molto chiacchierata, Bitcoin è anche una criptovaluta che mostra nella sua architettura dei problemi tipici del pioniere di un settore.

Questi problemi sono resi ancora più evidenti dal fatto che per aggiornare il codice di una criptovaluta occorra il consenso, sostanzialmente, di quasi tutta la community; in un certo senso è come se Bitcoin fosse rimasto al 2009, fatto salvo per un piccolo aggiornamento nel 2010, il che lo rende “vecchio”.

In particolare, il problema è legato al mining di questa criptovaluta: prima che un blocco venga verificato sono necessari 10 minuti, troppi per i pagamenti in un negozio fisico, ma soprattutto è necessaria una quantità non indifferente di energia elettrica che rende dispendioso questo processo.

Per approfondire ti consiglio di leggere l’articolo dedicato al Bitcoin.

2. Ethereum ($ 21 miliardi) – ETH

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Anno di nascita: 2014
Numero massimo minabile: Potenzialmente illimitato
Dimensione del blocco: Non fissa, in media 15-20 Kb
Tempo medio per aggiungere un blocco: 5 secondi
Protocollo di verifica: Proof-of-stake

Ethereum è un progetto completamente diverso da Bitcoin in cui gli Ether, la vera e propria criptovaluta che viene scambiata, sono solo parte delle potenzialità offerte.

In primis, infatti, Ethereum è una rete -paragonabile ad un internet parallelo- totalmente decentralizzata in cui si possono creare contratti di qualsiasi natura e far sì che questi siano regolati automaticamente dal sistema che convalida la blockchain.

Questi contratti intelligenti si chiamano smart contracts e nella forma più basilare sono una semplice transazione monetaria da una persona ad un’altra.

Inizialmente anche Ethereum adottava un sistema di verifica proof-of-work, ma questo è stato aggiornato grazie alla maggiore flessibilità di una community più piccola di quella di Bitcoin ed un processo più semplice di voto.

Non a caso, una delle potenziali applicazioni degli smart contracts è quella di lanciare sondaggi con voti gestiti in modo perfettamente democratico.

Dal momento in cui il protocollo è stato aggiornato, questo richiede molto poco tempo e molte poche risorse: il mining diventa semplice e le transazioni sono già considerabili valide dopo pochi secondi.

All’interno del mondo Ethereum nascono negozi, casinò, startup, servizi di crowdfunding, tutto quel che è possibile fare all’interno dell’internet convenzionale ma con i vantaggi di quello che può fare una rete peer-to-peer regolata tramite blockchain.

Per approfondire ti consiglio di leggere l’articolo dedicato ad Ethereum.

3. Ripple ($20 miliardi) – XRP

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Anno di nascita: 2012
Numero massimo: 100 miliardi (no mining)
Dimensioni medie del blocco: nessuna blockchain
Tempo medio per convalidare una transazione: istantaneo
Protocollo di verifica: RPCA (Ripple Protocol Consensus Algorithm)

Ripple parte da un concetto simile a quello di Ethereum: costruire una rete parallela che non sia una semplice criptovaluta, ma un progetto all’interno del quale le persone sono libere di muoversi.

L’unico scopo di questa rete, però, è quello di trasferire asset da un soggetto economico ad un altro: si può trattare di denaro tradizionale, di metalli preziosi, di criptovalute e persino di miglia ottenute con i programmi fedeltà delle compagnie aeree.

Il meccanismo è simile a quello che avviene offline usando un servizio come Western Union. Il trasferente passa il denaro a Ripple, Ripple lo passa al ricevente.

La criptovaluta, XRP, è coinvolta in un modo parziale. Il funzionamento è questo:

  • A vuole inviare 100 euro a B;
  • Se A e B hanno entrambi fiducia verso qualcuno che possa convalidare la transazione, questo viene scelta per la convalida e la transazione avviene esclusivamente in euro;
  • Se A e B non hanno una fiducia comune verso qualche nodo, gli euro verranno convertiti in XRP e poi gli XRP riconvertiti in euro prima dell’invio al ricevente.

Le transazioni vengono convalidate da chiunque decida di prestare potenza di calcolo alla rete, il quale poi potrà costruire intorno a sé una rete di persone che hanno fiducia nei suoi confronti in modo da convalidare più transazioni e ricevere più commissioni.

In ogni caso, le commissioni sono davvero minime e la pressoché istantaneità dell’esecuzione rende Ripple molto interessante.

4. Bitcoin Cash ($ 9 miliardi) – BCH

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Anno di nascita: 2017
Numero massimo minabile: 21 milioni di BCH
Dimensioni medie del blocco: 70 Kb (fino a 2 Mb)
Tempo medio per convalidare la transazione: 10 minuti
Protocollo di verifica: Proof-of-work

Bitcoin Cash nasce come hard fork di Bitcoin. In sostanza, un gruppo di sviluppatori non più soddisfatti del funzionamento di Bitcoin si è separato dal team della criptovaluta madre per fondare un progetto diverso ed in teoria migliore.

Ovviamente è forte la tentazione nel pensare che si tratti di una mossa sostanzialmente imprenditoriale, per diventare proprietari di un progetto che portando lo stesso nome di Bitcoin ha una certa facilità nel promuoversi.

I meccanismi sono sostanzialmente identici a quelli di Bitcoin, fatto salvo per qualche elemento di differenza relativamente migliorativo.

In teoria, il protocollo di verifica delle transazioni è stato reso più sicuro, i costi di transazione minori, le dimensioni dei blocchi estese fino a 2 Mb (perseguendo l’obiettivo mai raggiunto di dimezzare il tempo necessario per minare un blocco di Bitcoin tradizionali).

Realisticamente, il successo di Bitcoin Cash è dovuto a due fattori:

  • Al momento della nascita, i creatori hanno regalato a tutti i proprietari di Bitcoin un ammontare equivalente di Bitcoin Cash; questo ha permesso loro di contare su una notevole base di utenza fin dal primissimo giorno;
  • Essendo il mining di Bitcoin diventato più complesso nel corso del tempo (l’algoritmo prevede un aumento della difficoltà ogni 2016 blocchi minati), inizialmente era molto conveniente minare BCH. In questo modo, oltre ad una base di utenti la versione Cash di Bitcoin ha da subito avuto anche un buon numero di miners.

5. Stellar ($ 4,8 miliardi) – XLM

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Anno di nascita: 2014
Numero massimo: infinito, no mining
Dimensioni medie del blocco: come Ripple
Tempo medio per convalidare la transazione: pressoché istantaneo
Protocollo di verifica: come Ripple

Stellar è una rete pressoché identica a quella di Ripple, il che non è un caso. Il fondatore era stato già fondatore di Mt. Gox, uno dei più noti exchange di criptovalute sul mercato, ed è poi stato fondatore proprio di XRP.

Anche in questo caso si tratta di una rete che permette di inviare denaro -anche fiat- e di riceverlo in modo istantaneo e conveniente.

Anche in questo caso non è previsto il mining, anche in questo caso non c’è una vera blockchain ed anche in questo caso bisogna distinguere la rete dalla criptovaluta.

La criptovaluta è XRP, la rete Ripple, la criptovaluta è XLM, la rete è Stellar. Insomma, i due progetti si assomigliano molto.

Le principali differenze tra Stellar e il network di Ripple risiedono nel modo in cui viene gestita la verifica delle transazioni.

Con Stellar è più facile riuscire a creare un nodo di verifica, ma soprattutto è meno costoso farlo.

Inoltre, essendo una criptovaluta facilmente scambiabile, XLM è molto utilizzata per lanciare le ICO che fino alla nascita di questo progetto erano, per lo più, appannaggio esclusivo di Ethereum.

6. EOS ($ 4,7 miliardi) – EOS

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Anno di nascita: 2017
Numero massimo: 1 miliardo
Dimensioni medie del blocco: 1 Mb
Tempo medio per convalidare la transazione: pochi secondi
Protocollo di verifica: Proof-of-stake

EOS è una criptovaluta vera e propria, non come Ripple e Stellar. Ha una blockchain, per altro molto veloce, e funziona tramite un protocollo proof-of-stake. Insomma è la grande rivale di Ethereum, un baluardo di quell’economia decentralizzata che non pensa al denaro fiat spacciandosi per un progetto innovativo.

La capacità di processare i calcoli più rapidamente di Ethereum permette ad EOS di garantire ad oltre 130 transazioni al secondo di essere verificate sulla sua blockchain, contro le 20 del “rivale”.

Il problema di EOS risiede nel fatto che in questo caso venga meno il discorso del network, considerato comunque importante per un progetto di oggi nel mondo della decentralizzazione.

Se in origine le criptovalute volevano essere un mezzo per condurre transazioni, oggi vengono sempre di più integrate per poter sostituire un intero ecosistema finanziario composto anche da elementi complessi, quali start-up, crowdfunding, acquisti di partecipazioni e così via.

L’ottimizzazione della potenza di calcolo, quindi, è un miglioramento netto ma che non è bastato almeno per ora ad EOS; questo progetto, arrivato a capitalizzarsi per quasi 5 miliardi di dollari, ha molto terreno da recuperare rispetto ad Ethereum in termini di notorietà e diffusione.

7. Litecoin ($ 3 miliardi) – LTC

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Anno di nascita: 2011
Numero massimo minabile: 84 milioni di LTC
Dimensioni medie del blocco: 50 Kb (fino a 1 Mb)
Tempo medio per convalidare la transazione: 4-5 secondi
Protocollo di verifica: Proof-of-work

Litecoin è il progetto giusto, nato nel momento giusto, reso noto nel modo sbagliato.

Considerando che questa criptovaluta nasce nel 2011, all’alba della rivoluzione crypto, aveva tutto il potenziale per diventare il progetto più capitalizzato di tutti. La sua originalità è poca, ma quel poco è determinante: riuscendo a gestire le transazioni in un modo molto più rapido di Bitcoin, le transazioni sono quasi istantanee.

LTC è quasi in tutto come Bitcoin, semplicemente più rapido. Se questo progetto avesse preso piede più del suo antenato, le criptovalute sarebbero subito state associate a metodi di pagamenti che istantaneamente consentono di creare transazioni verificate e sicuramente avrebbero preso più piede ancora.

Purtroppo, però, quando il boom mediatico è arrivato ha investito decisamente di più BTC che Litecoin; nel frattempo sono nati progetti basati sul proof-of-stake, su reti decentralizzate che vanno oltre le sole transazioni e così via.

Il risultato è che questo progetto, per quanto molto innovativo ai suoi tempi, ha fallito nella comunicazione non riuscendo a costruire quell’immagine che avrebbe potuto cambiare il volto dell’intero mercato.

Al momento, Litecoin è un progetto dal futuro incerto.

Considerando il protocollo di verifica proof-of-work, che per quanto meno dispendioso di quello di Bitcoin rimane comunque un limite, e considerato che un progetto del genere non è più al passo con lo spirito dei tempi, difficilmente questa criptovaluta riuscirà a risalire la china.

Quando Ethereum ancora non esisteva, era questa l’Altcoin per eccellenza.

Ora che anche Ethereum è minacciato da Ripple, si capisce sostanzialmente che per qualsiasi moneta al di fuori di Bitcoin è difficile riuscire ad emergere oltre a questa regina incontrastata delle criptovalute.

8. Cardano ($ 1,9 miliardi) – ADA

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Anno di nascita: 2015
Numero massimo minabile: 45 miliardi di ADA
Dimensioni medie del blocco: 800 byte
Tempo medio per convalidare la transazione: 10 secondi
Protocollo di verifica: Proof-of-stake

Cardano è un progetto ambizioso e molto interessante, in grado di scalare sicuramente qualche posto in più di questa classifica.

Si basa anche questo sul protocollo di verifica proof-of-stake, che garantisce sostenibilità nel lungo termine al progetto e soprattutto che impedisce ai miners di diventare un mostro ecologico.

Utilizzando dei blocchi molto piccoli, le transazioni possono essere verificate con un dispendio minimo di potenza di calcolo.

Cardano nasce per viaggiare su due binari paralleli, perché da una parte consente alle persone di inviare e ricevere criptovaluta (l’ADA) e dall’altra presenta un network simile a quello di Ethereum.

I due aspetti vengono divisi per natura, viaggiando su due blockchain separate, ed è ancora tutta da scrivere la storia del network.

Questo, in futuro, dovrebbe permettere l’esecuzione di smart conctracts in un modo più efficiente e ampio di quanto non avvenga con Ethereum; per lo meno questi sono i piani degli sviluppatori, che però al momento preferiscono continuare a sviluppare questa soluzione prima di rilasciarla.

Effettivamente è probabile che, dopo l’hype generato nel 2017-18 dalle criptovalute ora decisamente calato, torneremo a sentirne parlare su tutti i media quanto saranno gli smart contracts ad essere al centro dell’attenzione.

Per il momento, tutti i progetti di questo genere sono ancora ad uno stage embrionale: la sensazione, però, è che Cardano possa rivelarsi il più promettente sotto questo profilo.

9. Tether ($ 1,6 miliardi) – USDT

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Anno di nascita: 2014
Numero massimo minabile: illimitato
Dimensioni medie del blocco: ancora non note
Tempo medio per convalidare la transazione: istantaneo
Protocollo di verifica: Proof-of-stake

Tether è un progetto in fase di Beta, per il momento, dunque non ancora perfettamente operativo.

Nasce da un’idea geniale, portata avanti in un modo pessimo. L’idea era quella di creare una criptovaluta che non potesse oscillare: ogni Tether doveva essere garantito da un dollaro americano e valere sempre e solo un dollaro americano.

Questo avrebbe evitato l’eccessiva speculazione che, muovendo di continuo il valore delle criptovalute, le rende inutilizzabili allo stato attuale come metodo sostitutivo del denaro tradizionale: immaginati di avere un conto in banca che ogni giorno aumenta o diminuisce il suo valore del 10%, che a volte ti rende ricco e a volte crolla. Impensabile no? Con Tether non doveva succedere.

L’idea è che per entrare nella rete Tether si mettano X dollari, ricevendo in cambio esattamente lo stesso numero di Tether.

A quel punto si possono inviare e ricevere Tether convertibili, in qualsiasi momento, in un identico numero di dollari americani con delle commissioni di transazione pressoché inesistenti.

Il problema, però, è che intanto i Tether sono in realtà lasciati liberi di oscillare ed il loro valore di mercato è sempre al di sotto del dollaro americano: un USDT è arrivato a valere anche 0,75 $.

Chiaramente, questo è stato fatto con intenti speculativi ma ha snaturato il progetto rendendolo esattamente problematico come qualsiasi altro.

Non solo 1 USDT non vale realmente 1$. Il problema peggiore è che al momento della distribuzione iniziale i Tether sono stati regalati e ogni volta che un miner risolve un blocco riceve nuovi Tether; in teoria, stando alle documentazioni ufficiali, tutto questo è coperto dalle banche che appoggiano Tether.

D’altronde, per far sì che un USDT valga un dollaro, c’è bisogno che la criptovaluta sia garantita su un conto corrente che effettivamente dispone di quella quantità di dollari: si è presto scoperto che in realtà non era così, ed il progetto è stato consacrato come un fallimento illustre.

Ora Tether sta cercando di risalire la china, sperando che gli investitori perdonino.

10. Monero ($ 1,4 miliardi) – XMR

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Anno di nascita: 2014
Numero massimo minabile: illimitato, ma forte rallentamento una volta passata la soglia critica di 18.3 milioni di XMR
Dimensioni medie del blocco: 30-70 Kb
Tempo medio per convalidare la transazione: 2 minuti
Protocollo di verifica: Proof-of-work

Monero nasce per risolvere alcuni problemi critici di Bitcoin, ed in effetti assomiglia molto al BTC per architettura.

Anche in questo caso si parla di una criptovaluta “pura”, completamente decentralizzata e non pensata per essere affiancata da network o da transazioni in valuta fiat.

Soprattutto, anche in questo caso il protocollo di verifica è l’attempato ma migliorato proof-of-work che ricompensa i miner in base alla potenza di calcolo che questi prestano alla rete.

Monero supera Bitcoin sotto due aspetti: il primo è legato alla rapidità delle transazioni, il secondo alla privacy.

Avendo delle dimensioni ridotte dei blocchi, i miners possono risolverli più facilmente: questo processo richiede meno potenza di calcolo, dunque meno energia elettrica, ma soprattutto verifica le transazioni in meno tempo. Inoltre, la crittografia è basata sul sistema CryptoNight che garantisce due condizioni:

  • Data una transazione, è equiprobabile che il mittente sia chiunque all’interno della rete.
  • Date due transazioni, è impossibile provare che il ricevente sia lo stesso per entrambe.

Queste due condizioni sono soltanto parzialmente verificate da Bitcoin, di cui i media hanno spesso parlato come un baluardo inespugnabile della privacy.

In realtà, il progetto Monero nasce proprio da uno studio approfondito della blockchain della criptovaluta più capitalizzata.

Da questo studio, è stata confermata la tesi che ad un esame attento non sfugge chi siano i wallet coinvolti nelle transazioni.

Note extra

Ci impegniamo a mantenere costantemente aggiornata questa classifica ma, come saprai, il mondo delle criptovalute è in costante fermento e le cose non restano mai uguali per molto tempo.

Per le informazioni in tempo live, ti raccomandiamo di utilizzare coinmarketcap.com come riferimento sulla capitalizzazione e sui volumi giornalieri.

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